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Vittozzi_Emilio2012Pur essendo un “Mazzoliano di ferro”, ho sempre amato i “giocatori di fatica”: Bedin, Bertini, Marini, Oriali, Beppe Baresi e, soprattutto, sopra tutti, Esteban Matias Cambiasso, detto il Cuchu, nome che si ispira a Cuchuflito, personaggio di un cartone animato popolare in Argentina negli anni Ottanta. Ad onor del vero, non potevo non stimare, per lo stesso motivo, giocatori come Gattuso, Furino, Bagni…

Nell’estate del 2004 Cambiasso è passato, a parametro zero!, all’Inter e, in brevissimo tempo, si è ritagliato un ruolo fondamentale all’interno della squadra, ripagando la Beneamata della fiducia in lui riposta: non a caso il presidente Massimo Moratti ha definito l’acquisto dell’argentino di Buenos Aires il migliore affare della sua gestione! Non a caso Esteban ha collezionato 430 presenze con la casacca nerazzurra con 51 gol (non male per un centrocampista!).

Nella magnifica annata 2009-2010 Cambiasso è stato uno dei grandi protagonisti del triplete nerazzurro, non solo per il gol segnato contro il Chelsea ma anche per le splendide prestazioni fornite nella duplice sfida europea della semifinale contro il Barcellona di Messi: sia all’andata che al ritorno, Esteban si è rivelato fondamentale per gli equilibri della Beneamata, svolgendo in modo impeccabile la funzione di filtro davanti alla difesa! Affermatosi come un giocatore fondamentale del centrocampo dell’Inter, capace, con il suo senso della posizione e l’intelligenza tattica, di modificare la fisionomia di una gara, Esteban Cambiasso è, per me, uno dei più grandi calciatori che abbiano mai indossato la maglia Nerazzurra!

Ecco perché sulla mia scrivania di casa ho due statuine di Esteban, dinnanzi ad una bottiglia di "Birra Moretti – edizione limitata – Baffo d’oro – Sandro Mazzola" e ad un gagliardetto donatomi dalla Coordinatrice Adriana de Leva in occasione dei miei 53 anni…

Emilio Vittozzi

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