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emilio vittozzi

Qualcuno era INTERISTA 
perché era nato a Milano…

Qualcuno era INTERISTA 
pur non essendo nato a Milano…

Qualcuno era INTERISTA 
perché il padre tifava Juve e il fratello Milan…

Qualcuno era INTERISTA 
perché vedeva lo scudetto come una promessa, la Champions League come una poesia, l’interismo come il paradiso terrestre…

Qualcuno era INTERISTA 
perché Facchetti era una brava persona…

Qualcuno era INTERISTA 
perché Moggi non era una brava persona…

Qualcuno era INTERISTA 
perché era talmente masochista che non poteva farne a meno…

Qualcuno era INTERISTA 
per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione…

Qualcuno era INTERISTA 
perché Ligabue, Vecchioni, Ruggeri, Fiorello, Pezzali, Celentano, Vasco Rossi, Antonacci, Mina, Bonolis, Mentana, Severgnini, Salvatores, Gioele Dix, Pucci, Aldo-Giovanni-Giacomo…

Qualcuno era INTERISTA 
perché Sarti, Burgnich, Facchetti…

Qualcuno era INTERISTA 
perché voleva vincere tutto…

Qualcuno era INTERISTA 
perché la Juventus non ha mai vinto una Coppa dei Campioni esaltante come quella di INTER-REAL MADRID 3 a 1…

Qualcuno era INTERISTA 
perché c’era la grande Inter…

Qualcuno era INTERISTA 
perché chi era “contro” era Interista…

Qualcuno era INTERISTA 
perché ancora oggi è l’unica squadra italiana ad aver vinto tutto nella stessa annata calcistica…

Qualcuno era INTERISTA 
perché non sopportava quella “cosa sporca” che ci ostiniamo a chiamare Juventus…

Qualcuno era INTERISTA 
perché sognava una vittoria diversa da quella degli altri…

Qualcuno era INTERISTA 
perché sentiva la necessità di una morale diversa…

Qualcuno era INTERISTA 
perché non si ruba il campionato e in serie B non è mai stato…

Qualcuno era INTERISTA 
perché il nero è il colore della notte e il blu è quello del cielo…

Qualcuno era INTERISTA 
perché Sandro Mazzola, Giacinto Facchetti, Mariolino Corso rimarranno icone incancellabili dalla memoria…

Qualcuno era INTERISTA 
perché aveva visto quel gol di Nicolino Berti…

Qualcuno era INTERISTA 
perché aveva visto giocare Evaristo Beccalossi…

Qualcuno era INTERISTA 
perché aveva visto il monologo di Paolo Rossi su Evaristo Beccalossi…

Qualcuno era INTERISTA 
perché non è mica un “pirla”…

Qualcuno era INTERISTA 
pur essendo stato a Roma il 5 maggio…

Qualcuno era INTERISTA 
perché ha pianto per Giacinto…

Qualcuno era INTERISTA 
perché la parola “perdente” non è un insulto mentre la frase “tifoso della squadra di Berlusconi” qualche problema di coscienza lo crea…

Qualcuno era INTERISTA 
perché, se si è di sinistra, l’Internazionale non può che suonare bene…

Qualcuno era INTERISTA 
perché, ci farà pure incazzare, soffrire, maledire, ma non hanno ancora inventato qualcosa di più insano da amare…

Qualcuno era INTERISTA 
come me,
come te,
come noi
che siamo altro, che siamo oltre… 
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Emilio Vittozzi