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Logo-IC_Napoli-StoriaIl primo Inter Club a Napoli sorse nel 1967, iniziò così un lungo viaggio costellato di gioie e scoramento, passione e coraggio. Erano gli anni dell’Inter euro-mondiale ed il primo nucleo interista a Napoli sulla scia dell’entusiasmo suscitato dalle fantastiche vittorie della squadra nerazzurra, riuscì a darsi una struttura che appariva solida. In realtà l’esperienza non durò a lungo, l’Inter cominciò a zoppicare, l’entusiasmo di molti venne meno e in breve l’Inter club “Helenio Herrera” di Napoli divenne un ricordo. 

Ma il seme era stato gettato, l’Inter club rimaneva nei sogni di quei pochi che, sorretti da grande amore verso la squadra, non intendevano rinunciare alla speranza di rivedere una parte di Napoli colorarsi di nerazzurro.

E così quei pochi, con le nuove leve che si erano aggiunte, si ritrovarono per dar vita ad un nuovo Inter club denominato “Armando Picchi”. Anche questa realtà associativa trovò terreno fertile per svilupparsi (era il momento dell’11° scudetto) ma come era avvenuto per l’Helenio Herrera, non riuscì a reagire ai primi periodi di crisi, chiudendo i battenti dopo poco. Questa seconda esperienza, se pure breve aveva dato un frutto importante, l’amicizia tra Roberto Aprea, Adriana De Leva, Ciro Nicastro, Emilio Vittozzi (a cui si aggiungerà poco dopo Lello Capuano, ancora oggi validissimo sostegno del club e del Coordinamento Campano!); dovevano essere proprio loro a costituire il nucleo base per il nuovo tentativo. I quattro però intuirono che non si poteva costruire qualcosa sulla base di un momentaneo successo o entusiasmo. 

Venne così il 1975, l’Inter non incantava più nessuno, modesta, amata solo da chi l’aveva sempre amata, era questo il momento giusto. Si organizzarono così le prime riunioni. Chissà se chi trovandosi per caso in quel bar della Stazione centrale o allo storico Gambrinus di Via Toledo (luoghi d’incontro per le suddette riunioni) intuì mai la volontà di quei giovani di far nascere un Inter club… Ma i problemi (economici, organizzativi e perché no, anche quelli derivanti da un sotterraneo scetticismo) erano tanti, il tutto fu rimandato a dopo l’estate, se dopo gli ozi balneari ci fosse stato ancora voglia di dedicarsi alla realizzazione di questo sogno,  la prova si sarebbe potuta considerare superata, A settembre quasi nessuno mancò all’appello, era il caso di continuare. Con gli sforzi ed i sacrifici di tutto il club si stabilì la sede in un vecchio edificio del rione Materdei, I primi tempi ebbero un sapore pioneristico, riunioni a lume di candela, necessità improrogabili a cui far fronte ed i sacrifici da affrontare furono tanti, bisognava creare una struttura ed una base economica. 

La prima uscita ufficiale l’Inter club la fece al “premio la Torretta” a Sesto S. Giovanni ed al derby, entrambi nel dicembre 1975. La sera del 10 aprile 1976 si inaugurò ufficialmente la sede definitiva in via duca Ferrante della Marra, alla presenza di Lido Vieri (allora portiere titolare) e del commendatore Tommaso Luvarà delegato degli Inter Club dell’Italia meridionale, una figura che per l’Inter club Napoli ha significato tanto, fu lui, infatti, che inculcò al direttivo di allora, le regole ed i principi che da allora distinsero il club di Napoli. 

Nel ‘77 sancito dalla consegna del 1° Gianduiotto d’argento conferito dal gruppo giovanile dell’I.C.Torino vide la luce con l’Inter club torinese quel vincolo di amicizia culminato con il gemellaggio ufficiale del ’90. In quella prima sede di Duca Ferrante della Marra furono tanti gli amici nerazzurri ed ex-nerazzurri che fecero visita al club, oltre a Lido Vieri per l’inaugurazione, seguirono Tarcisio Burgnich, Carlo Muraro, Helenio Herrera con la signora Flora, Mario Corso, Giancarlo Cella, Walter Zenga, allora ancora “Primavera”, Giacinto Facchetti. 

Nel 1980 di decise il salto di qualità ed il club si trasferì in un bel locale del Corso V. Emanuele, ma il terremoto del 1980 portò lo scompiglio, anche all’interno del club, molti furono costretti a cambiare casa, altri addirittura si trasferirono altrove, le difficoltà furono tali che si decise di fare a meno della sede, vennero poi gli anni di Maradona e del Napoli-scudetto e l’idea di una sede non fu più presa in considerazione, l’odio per i non-tifosi del Napoli da parte di una frangia di tifoseria ultrà avrebbe sottoposto il club a rischi continui. 

Negli ultimi anni poi, i fitti esosi avrebbero comportato un inutile esborso per una realtà ormai metropolitana dove un socio abitando ad est distava anche 30 km dal socio che abitava ad ovest e quindi la sede non sarebbe stata frequentata sistematicamente, almeno non al punto da giustificare la spesa. Ciò nonostante gli incontri dei soci disponibili, in pizzeria, al ristorante, l’attività non si è mai interrotta, decine e decine le trasferte, innumerevoli i progetti di solidarietà a partire dalle adozioni a distanza fin dal 1990, una catena infinita di iniziative come la lotta contro la violenza negli stadi già nel 1977 con una mostra fotografica al Maschio Angioino seguita da programmi dell’accesso radio e televisivi, partecipazioni a varie trasmissioni televisive; per un lungo periodo il club dette anche vita ad una pubblicazione interna, il giornalino “Nero&Azzurro”, incalcolabili le gite, i tornei, i Memorial, le più svariate occasioni d’incontro. Alcuni dei “ragazzi” di allora all’interno del club si sono anche sposati (ben 7 i matrimoni…) o hanno visto crescere insieme i propri figli. Con il 15° anniversario si sancì il gemellaggio oltre che con l’I.C. Penisola Sorrentina anche con l’Inter club Malta, quando era presieduto da Giuseppe Bugelli. 

Dal 1992/93 anno del rinnovato incarico ad Adriana De Leva come coordinatrice regionale, il club diradò le iniziative strettamente personali, apprestandosi piuttosto d’appoggiare ed aiutare la coordinatrice in tutte le iniziative su base regionale ed anche nazionale. Il ventennale fu un momento indimenticabile, si realizzò un opuscolo commemorativo ed i festeggiamenti culminarono in una delle più belle sale del Maschio Angioino con la presenza di Mariolino Corso, dell’avv. Peppino Prisco e di G. Facchetti, dei vertici del Centro Coordinamento e con la presenza di tanti amici da ogni parte di Italia (Torino, Roma, Bari, Cassano d’Adda) oltre a tutti i club della Campania. 

Il 25ennale fu invece festeggiato “fuori casa” con una trasferta dell’intero club alla Pinetina, serata di gala in un albergo della provincia di Como e domenica allo stadio per una partita casalinga dell’Inter. Stesso programma seguito per la festa del trentennale, onorata, in un albergo di Monguzzo, dopo la visita alla Pinetina al mattino, dalla presenza dei dirigenti del Centro Coordinamento, di Roberto Scarpini e Luigi Prisco, ma doppiata a Napoli nella Sala Santa Chiara in Piazza del Gesù con un’altra bella festa alla presenza di tutti i club campani, di don Tonino Palmese con il dott. Carlo Vosa, cardiochirurgo di cardiologia pediatrica a cui il club donò un assegno dopo aver chiesto a tutti gli amici di non donare targhe o altro, ma un segno di partecipazione a questa iniziativa.

Dopo la festa del Trentennale Adriana De Leva decise di non candidarsi alle nuove elezioni e di far largo ai giovani per consentire loro di percorrere quella strada che per lei e gli altri consiglieri è stata un’esperienza di vita meravigliosa e valorizzante, così le succede alla presidenza la figlia Valentina e il Consiglio Direttivo cambia completamente fisionomia, la media d’età si abbassa notevolmente e gli ultimi 5 anni, culminati con la gita a Mirabilandia per il 35ennale con la festa a Rimini e Inter-Chievo al Meazza… e… perché no? con la indimenticabile serata di Madrid…. hanno dato ragione e valorizzato quella decisione presa 5 anni fa, oggi il club di Napoli, effettuato il salto generazionale si avvia con ragazzi come Ciro Morra, Nicola Castaldo e tanti altri a perpetuare quel sogno nerazzurro iniziato tanti anni fa.

Sebbene i tempi siano ora diversi e NON PER TUTTI il club ha un’anima, per noi che lo VIVIAMO, per noi che lo consideriamo un piccolo mondo incantato, forse perché arriva come un  incantesimo “Dal Vesuvio…..con amore”,  la sua anima è grande ed è composta da tutti noi, da tutti coloro che ci sono stati e che ci saranno, da  tutti  i nostri ricordi, dalle amicizie nate al suo interno, da tutte le nostre risate e qualche delusione. Chiunque abbia VISSUTO e VIVE l’Inter Club Napoli, ne ha potuto cogliere il cuore, la sua anima magica, ha sicuramente dei ricordi, delle emozioni, per le quali bisognerà dire GRAZIE sempre a chi ormai più di 35 anni fa ebbe il coraggio, la voglia e l’ AMORE…. di regalarci questo sogno.

Valentina Cadavèro
Presidente inter club Napoli “dal Vesuvio con… Amore”