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Inter frenata dalla Roma. Pari a S. Siro, +5 sulla Juve
Nel
posticipo della 12ª giornata i giallorossi bloccano la capolista
sull'1-1. Vantaggio di Vucinic al 13' del primo tempo, pareggio
di Eto'o al 3' della ripresa. Infortunio per De Rossi,
Nazionale a rischio
MILANO, 8
novembre 2009 - Il campionato vive. Agonizzante una settimana
fa, mentalmente spaventato dalla prova di forza interista di
mercoledì, sopravvive al posticipo della domenica sera. Ci pensa
la Roma, suo malgrado esperta di infermerie, a defibrillare
mentre intorno gridano "lo stiamo perdendo!". Pareggio a San
Siro, vantaggio interista ridotto a 5 punti sulla Juve e al
futuro il verdetto sulla convalescenza. L’Inter regala un altro
tempo, e stavolta non ha la forza per un’altra rimonta. Eto’o
risponde a Vucinic, e l’1-1 almeno vale la cifra tonda a
Mourinho: 150 partite senza sconfitte in casa, fra campionato e
coppe nazionali.
Mourinho vara
il turnover "a posteriori": dopo l’impresa di Kiev, per
contrastare il possibile contraccolpo psicologico, in panchina
l’eroe Sneijder e il "semprepresente" Cambiasso. La mossa,
diciamolo subito, non paga. Il centrocampo con Stankovic dietro
le punte, Vieira vertice basso e Muntari e Motta ai lati macina
palloni, ma nessuno accende la luce. Eto’o in tutto il primo
tempo non ha una palla buona, Milito una, in cui è bravo a
disfarsi di Andreolli, ma Julio Sergio risponde alla grande
(17’).
Con
l’intervallo arriva puntuale la rivoluzione offensiva di
Mourinho. Dentro Sneijder e Balotelli (per Vieira e Muntari) e
squadra col 4-2-3-1. Prima azione e primo gol, con Thiago Motta
che pesca Eto’o in area e il camerunese che pesca l’angolino
lontano. Sembra l’inizio di un’altra "rimontona" di forza,
invece la spinta praticamente si esaurisce lì. Sneijder e Milito
non sono quelli visti in Ucraina, Maicon per una volta rinuncia
a sfondare. In più, su un fronte e sull’altro, non si prende mai
il ritmo, perché Rocchi fischia tutto, rendendo il match uno
spezzatino. Non è sempre Kiev, e il giochino di regalare un
tempo rischia di diventare pericoloso.
Quando si
dice partire forte: la Roma al 12’ potrebbe essere già sul 2-0.
Vucinic sbaglia il gol più facile, temporeggiando quando è solo
davanti a Julio Cesar e facendosi rimontare da Lucio (3’). Poi
ne segna uno più difficile: su cross di Motta prende il tempo a
Lucio e colpisce sporco di testa: ne esce un pallonetto nel
sette, che Julio Cesar valuta male. Tutto frutto di ripartenze
veloci, a occhio una mossa studiata. Ranieri piazza un 4-4-2 a
rombo quasi speculare a quello interista, con Pizarro a
proteggere la difesa e De Rossi davanti a lui, ma abbastanza
attento alla fase difensiva. In realtà "capitan futuro" dura
solo mezz’ora, poi una botta alla tempia lo mette fuori gioco
(seguiranno accertamenti). La Roma continua a difendersi con
ordine (anche se Andreolli non pare sicurissimo) e a lasciare
poco spazio alle scorribande di Maicon. Menez è bravo da fare da
raccordo, ma anche a creare scompiglio con dribbling e tiro
(pericoloso al 18’ s.t.), Marco Motta si propone spesso a
destra. Sull’1-1, tutto sommato, sono giallorosse le occasioni
migliori, con Menez, Riise e Faty. Aspettando Totti, e sperando
che la catena di infortuni non continui, il peggio potrebbe
essere alle spalle.
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