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Incredibile Inter: 2-1 Rimontona sulla Dinamo
A
Kiev nei cinque minuti finali trasforma una sconfitta in tre
punti che la lanciano in testa al girone: segnano Milito e
Sneijder. La svolta nel secondo tempo, con il cambio di modulo:
tante occasioni sbagliate, poi il successo negli assalti finali.
Non vinceva in Europa dal 22 ottobre 2008
Kiev, 4 novembre 2009 - Cinque minuti che possono cambiarti la
vita. L'Inter passa da una sconfitta che la metteva spalle al
muro a una vittoria che la lancia in testa al girone, con tutte
altre prospettive. Sotto 1-0, José Mourinho fa un'iniezione di
mentalità vincente, rischiando tutto già a inizio secondo tempo,
e poi mettendoci un ulteriore carico quando passa a una difesa a
tre con Zanetti-Lucio-Maicon. L'Inter perde senso logico e
guadagna in furia atletica: è questa che la porta ad una rimonta
meritata in tutto il secondo tempo, e concretizzata solo dal
41'. Sneijder prima pesca Milito in area per l'1-1, poi spinge
in rete una palla che non voleva entrare, con respinte di Bogush
su Muntari e Milito. L'all-in di Mourinho paga, in cinque minuti
cambiano le prospettive, forse anche la storia europea
dell'Inter.
Inizialmente Mourinho ritrova la sua formazione, l'undici
titolare pensato in estate per vincere il mal di Europa dei
nerazzurri: c'è Sneijder a ispirare la coppia d'attacco Eto'o-Milito:
non si combinerà granché per 45'. L'olandese dimostra subito di
non essere in campo con i cerotti (con un tiro fuori di poco),
risulta spesso pericoloso, sembra avere qualche pausa nella
corsa, ma paradossalmente cresce molto nel secondo tempo.
Ripresa che è un vero e proprio monologo, con occasioni a
ripetizione, incredibilmente fallite. Se nel primo tempo la
Dinamo aveva chiuso tutti gli spazi, il nuovo assetto con il
4-2-3-1, con Balotelli ed Eto'o larghi, mette in crisi la
Dinamo, che regge l'urto solo per qualche errore sottoporta
della squadra di Mourinho. Balotelli, Eto'o più volte, Samuel
arrivano vicinissimi all'1-1, ma la palla sembra non voler
entrare. Fino alla volata finale, quando i "nuovi", i meno
soggetti alla maledizione europea dei nerazzurri, firmano la
folle vittoria.
Folle ma decisiva: la striscia di otto partite senza vittorie si
ferma (è il primo trionfo dal 22 ottobre 2008, 1-0 all'Anorthosis),
complice il pareggio fra Rubin e Barcellona i nerazzurri si
piazzano primi nel girone, ed ora possono andare a Barcellona
con l'acqua molto meno alla gola.
Nonostante tutto, il migliore è un difensore: Lucio è immenso
nelle chiusure, nel dare la carica, nel vincere tutti gli uno
contro uno, quando un mezzo errore significava prendere gol, per
assenza di aiuti dai compagni. Poi c'è Sneijder: arriva reduce
da uno stiramento e al gelo fa una gara coraggiosa e di
sostanza: c'è lui nei gol della rimonta. Ottimo l'impatto anche
di Thiago Motta, oltre alla freddezza del Principe Milito. Sono
i nuovi acquisti a portare l'Inter oltre la maledizione europea.
La Dinamo esce infuriata. Temperature altissime fra i tifosi, e
la febbre suina non c'entra. Sheva li aveva illusi, i difensori
Khacheridi e Almeida avevano retto per quasi tutta la gara. E
sono quindici: l'aria di derby esalta Shevchenko, che trova il
gol numero 15 contro i nerazzurri. Stavolta c'è la sfortunata
collaborazione di Cambiasso, che devia il suo tiro di
controbalzo (passaggio di Milevskiy): ne esce una parabola che
supera Julio Cesar e sblocca il risultato. Per un po' sembra
bastare, poi il crollo, sotto i colpi interisti.
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