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Milito
lancia la fuga. L'Inter passa a Livorno: +7
Primo
tempo di sofferenza contro la squadra di Cosmi, poi i lampi di
Milito e Maicon fissano il 2-0, che vale l'allungo in
classifica. Prestazione non eccelsa, ma prima della trasferta di
Kiev Mourinho voleva soprattutto i tre punti
Livorno, 1
novembre 2009 - Adesso può pensare a Kiev. E può iniziare a
gestire il vantaggio in campionato: prima fuga stagionale per
l'Inter di Mourinho. Sette punti su Juventus e Sampdoria, con
qualche serio timore (per la suspence del torneo) che sia già
quella buona. L'Inter va in fuga sfruttando le forature degli
altri: a Livorno non è protagonista di un'azione epica, ma si
mette a ruota degli amaranto, li contiene e quando questi vanno
in crisi di energie li saluta, sfruttando due lampi, uno di
Milito e uno di Maicon. I fuoriclasse sono quelli, i punti di
vantaggio iniziano a essere tanti: cinque vittorie di fila,
quattro punti più della scorsa stagione. Il Livorno si fa
preferire nel primo tempo, ma non colpisce. Non così l'Inter,
che sa far male.
Non una
grande prestazione, se non nella capacità di gestire
tatticamente il vantaggio. Mourinho rilancia Mancini, che avrà
un impatto quasi nullo sulla partita (partendo con Stankovic
dietro a Milito, e poi cambiando varie posizioni) e fa debuttare
dal primo minuto Khrin (prestazione sufficiente ma senza
squilli), salvo sacrificarlo quando le cose non funzionano,
inserendo Eto'o. Prima il progetto di riposo pre-Champions di
Cambiasso era naufragato sull'infortunio di Muntari, che prende
un calcione sul piede da Diniz, che provava il tiro. Poche idee
nel primo tempo, Milito decisivo nell'aprire la gara liberandosi
alla grande (finta e controfinta), sulla prima azione vera dei
nerazzurri, quando già si era nella ripresa. Il Principe è
letale, e quando è senza palla è fondamentale nell'aprire gli
spazi. Spazi che sono terreno di conquista per Maicon: il
Livorno lo limita per oltre un'ora, ma appena può, spostandosi
al centro, infila il suo terzo gol in campionato. Non si
cercavano conferme a Livorno, ma solo punti in attesa della gara
di Champions, e sfruttando il regalo del Napoli. Così si può
ringraziare qualche parata di Julio Cesar e si può passare sopra
a uno Stankovic che fatica a trovare la posizione, su poche
geometrie, su qualche passo indietro a livello di gioco.
Non sarà
esattamente Mago Merlino, ma Serse Cosmi sa sfruttare le risorse
che ha: schiera un Livorno con una linea di cinque
centrocampisti, più Pulzetti a dare fastidio a Vieira in fase
difensiva e a supportare Tavano in fase offensiva. A centrocampo
a sorpresa inserisce Vitale, col compito di aiutare Pieri a
contenere il mostro Maicon: l'impresa riuscirà, e Vitale si
permetterà anche qualche sortita.
In mezzo per
tutto il primo tempo trova la superiorità numerica, con Candreva
che parte dietro ma riesce a ispirare e liberarsi al tiro (ma
nella ripresa sbaglia qualche passaggio di troppo) e con i tre
difensori che non corrono quasi mai grandi pericoli. Andato
sotto, il Livorno si riassesta con due punte (poi diventeranno
tre), e continuando a cercare la fase offensiva, ma a quel punto
si rischia di più sul contropiede. E a un certo punto finiscono
le energie, e l'Inter può gestire il possesso palla. Dopo due
vittorie di fila, chiedere una terza magia a Cosmi sarebbe stato
troppo.
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