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MILANO, 11 aprile 2009 - Primo tempo dominato dai nerazzurri,
avanti con Balotelli e un rigore molto dubbio trasformato da
Ibrahimovic. Nella ripresa l'uno-due dei rosanero, a segno con
Cavani e Succi.
Tutto semplice, anche troppo. Al punto che il pizzico di
sufficienza nell'esecuzione davanti ad Amelia impedisce a
Mourinho di chiudere la partita ben prima dell'intervallo.
Ibrahimovic, per dire, avrebbe potuto segnarne tre in 20 minuti,
quelli centrali del primo tempo. Balotelli almeno due. E se il
punteggio assume contorni rassicuranti lo si deve anche al
doppio errore del direttore di gara, che non concede un rigore
lampante a Muntari (fallo di Migliaccio) e poi "compensa"
concedendo uno larghissimo a Ibrahimovic (che in realtà inizia
la trattenuta a danno di Kjaer).
E' proprio Muntari a ispirare l'1-0 al 15': servizio preciso per
Balotelli, che incorna godendo dell'esterna libertà concessa da
Carrozzieri. L'ex atalantino, disastroso in fase difensiva, si
ripete tre minuti dopo, ma in questo caso il 18enne non riesce a
centrare la porta. Al 39' il raddoppio, come detto su rigore, di
Ibrahimovic, che tocca quota 20 gol e stacca Di Vaio nella
classifica cannonieri. Sembra l'alba di un pomeriggio
tranquillo. E invece...
Con il cambio di modulo, provocato dal lieve infortunio di
Liverani, Ballardini non ottiene immediatamente il cambio di
ritmo auspicato. Miccoli si vede solo a inizio ripresa con un
destro violento respinto da Toldo, alla prima da titolare in
questo campionato e non impeccabile sui gol incassati. Per
vedere un altro Palermo bisogna aspettare che Bresciano,
inserito al posto di Migliaccio piuttosto tardivamente, si
scrolli di dosso un po' di ruggine. E in definitiva è proprio
grazie all'atteggiamento più aggressivo del centrocampo che i
siciliani mangiano campo agli avversari acquistando fiducia.
L'australiano va a un passo dal 2-1 al 23'. Poi, dopo la prima
sveglia "suonata" da Cavani, ecco il gol che riapre i giochi,
firmato appunto dall'uruguayano con Toldo non esente da colpe.
E' il 28' del secondo tempo. Due minuti ed arriva pure il 2-2,
ispirato da Bresciano, rifinito da Miccoli, marchiato Succi,
entrato da poco.
Con 15 minuti da giocare inizia un'altra partita. Figo e Crespo
sono l'antidoto iniettato da Mourinho per guarire dal sonno che
costerà il quarto pareggio casalingo dopo quelli con Torino,
Cagliari e Roma. Il tecnico portoghese, in panchina con una
cravatta nera in segno di lutto per le vittime del terremoto in
Abruzzo, non ottiene il guizzo altre volte garantito
dall'argentino o dall'ex Pallone d'oro. Quindi l'attenzione si
sposta sull'altra area di rigore, quella percossa da Miccoli nel
finale con uno slalom chiuso da un tiro appena impreciso.
Finisce 2-2 ed in fondo è giusto così: per un tempo non c'è
stata partita, prima dall'una, poi dall'altra parte.
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